Metti la chiamata in vivavoce, appoggia qui vicino questo apparecchio e tocca il bottone. Dall'altra parte non si sente niente.
Va bene un SMS, un WhatsApp, un'email o solo l'indirizzo che ti hanno mandato.
Sto leggendo la foto…
Il testo del messaggio resta su questo apparecchio. Solo gli indirizzi internet che ci trovo dentro li confronto con l'elenco mondiale dei siti già segnalati.
Chi ti chiama davvero dalla banca, dai carabinieri o dall'assistenza non dice mai queste cose. Mai. Se le senti, è una truffa, punto.
Il codice usa e getta è tuo. Nessuno, mai, ha una ragione buona per fartelo dire.
Il conto sicuro non esiste. È il conto del truffatore.
Chi ti isola ti sta truffando. Riattacca e chiama qualcuno di cui ti fidi.
Nessuna banca e nessun carabiniere manda qualcuno a casa a prendere soldi o oro.
Si imposta una volta e poi si può dimenticare.
Quando scatta un allarme comparirà un solo bottone grande per chiamare questa persona. Senza questo numero, l'allarme può solo dire di riattaccare.
«Anche al primo sospetto» fa scattare più avvisi, compresi alcuni su messaggi innocui. Chi riceve due allarmi sbagliati smette di credere al terzo, che era vero.
Fa comparire la schermata rossa con un caso finto, così chi userà l'app l'ha già vista una volta senza spaventarsi.
Di ogni controllo resta qui l'esito e le prime righe del testo, solo su questo apparecchio. Non esce da qui e si cancella con il bottone qui sopra.
Quando riconosco una truffa faccio comparire un bottone solo, grande, per chiamare questa persona. È la cosa più utile che Scudo sa fare.
Serve solo per sentire la chiamata quando sei tu ad accendermi. Il telefono chiederà il permesso: rispondi «Consenti». Non registro niente e non mando niente a nessuno.
Vederlo adesso, da fermi, vale più di qualunque spiegazione. Quando comparirà davvero non sarà una sorpresa.
Questa chiamata ha tutti i segni di una truffa.